mercoledì 5 dicembre 2012

Urania

Urania è una collana editoriale italiana di fantascienza. Nel 1952 la casa editrice Mondadori lancia con questo nome una collana di romanzi ed una rivista, ispirandosi per il nome a Urania, la musa dell'astronomia. La rivista (di racconti) finisce le pubblicazioni dopo soli 14 numeri, ma il nome rimane legato ai romanzi, che invece incontrano subito i favori del pubblico: il primo dei "Romanzi di Urania", Le sabbie di Marte di Arthur C. Clarke, esce il 10 ottobre 1952.

Nata per alternarsi ogni dieci giorni con la rivista (usciva il 10 e il 20 di ogni mese), la testata I romanzi di Urania esce inizialmente ogni decade poi, per un breve periodo, diventa settimanale (1955–1956) e quindi quattordicinale, finché nel 1957 prende il semplice nome di Urania. Rimane quattordicinale fino al n. 766 (1979), allorché ridiventa settimanale, con una tiratura mensile che arriva a sfiorare le 100.000 copie. Torna quattordicinale con il n. 896 (1981) fino al 2004, quando l'uscita diventa mensile. Sotto la testata di Urania viene altresì ripresa occasionalmente la pubblicazione di racconti brevi, sotto forma di antologie o in appendice al romanzo principale.

Il ruolo di Urania nella lettura fantascientifica degli italiani - malgrado una rigida programmazione editoriale dello sviluppo in termini di pagine che comportava tagli anche non indifferenti del testo originale - è considerato rilevante: molti autori come Isaac Asimov, Ballard, Dick e tanti altri furono pubblicati per la prima volta in questi libri dal cerchio rosso in copertina (la cui parte grafica è stata per lunghissimo tempo curata da Karel Thole). La distribuzione come rivista e non come collana, d'altronde, ha costantemente reso difficile l'accessibilità nel tempo alle opere ivi pubblicate, data la difficoltà di reperire i numeri arretrati, per i quali pure è fiorito un mercato dell'usato.

Dopo oltre 50 anni di storia, Urania è tuttora in edicola. La stessa pubblicazione, con l'enorme quantità di materiale pubblicato ha contribuito in modo decisivo alla conoscenza della fantascienza internazionale in Italia. La collana ha inoltre istituito dal 1989 un concorso letterario, il Premio Urania, per opere inedite di fantascienza italiana.

Il primo curatore di Urania è stato Giorgio Monicelli, fino al 1961. Monicelli abbandonò per dissidi con lo zio, Arnoldo Mondadori e per problemi di salute; la gestione rimase affidata per 12 numeri ad Andreina Negretti, in redazione dal 1958, fino all'avvento di Carlo Fruttero e poi di Franco Lucentini che affiancherà Fruttero dal 1964 e che la curarono per oltre un ventennio.

Nel 1985, superato da poco il millesimo numero, subentrò Gianni Montanari, il quale propose autori contemporanei e soprattutto eliminò le ristampe che erano contrassegnate dall'etichetta "I capolavori".

Dal 1990 in poi la collana è curata da Giuseppe Lippi, che ha collaborato a perseguire le modifiche delle linee editoriali.

*** Il blog di Urania

Fondazione

"Fondazione" (titolo originale "Foundation") è il primo romanzo della celebre "Trilogia della Fondazione", realizzata da Isaac Asimov negli anni Quaranta del secolo scorso come serie di otto racconti, e convertita in forma di romanzi nel corso degli anni Cinquanta.
I due romanzi successivi sono  "Fondazione e Impero" ("Foundation and Empire") "Seconda Fondazione" ("Second Foundation").

Altri romanzi sono stati aggiunti alla saga successivamente: sotto la spinta degli appassionati e dell'editore Asimov riprese in mano il ciclo e nel 1982 realizzò un seguito ai primi tre romanzi ("L'orlo della Fondazione", titolo originale "Foundation's Edge", e "Fondazione e Terra", titolo originale "Foundation and Earth"), per concludere con due prequel nel 1988 e nel 1992 ("Preludio alla Fondazione", titolo originale "Prelude to Foundation", e "Fondazione anno zero", titolo originale "Forward the Foundation").

I tre romanzi della trilogia originale sono noti in Italia anche con i titoli "Cronache della galassia", "Il crollo della galassia centrale" e ""L'altra faccia della spirale", utilizzati da Mondadori.
Nel 1966 La "Trilogia della Fondazione" fruttò ad Asimov il Premio Hugo per il miglior ciclo fantascientifico di sempre.


La storia dietro la Fondazione

martedì 4 dicembre 2012

Nostalgia di Gutenberg?

Allora, andate qui: Tipoteca Italiana.
Tipoteca è una Fondazione privata, con sede a Cornuda (TV), nata nel 1995 per valorizzare il patrimonio storico della tipografia italiana, inclusi gli archivi di disegnatori di caratteri, tipografi e artisti, annoverati tra i protagonisti della cultura grafica. Primaria attività pubblica della Fondazione è il Museo del carattere e della tipografia, dove vengono organizzati laboratori per le scuole e per tutti per gli appassionati.
Nella Tipoteca si respira la passione per il testo stampato e si percorrono secoli di storia della tipografia, da Gutenberg al computer.
Tipoteca Italiana, come mission, documenta e promuove gli aspetti storici, tecnici e culturali legati al progetto, al disegno e alla produzione di stampati.

Project Gutenberg


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lunedì 3 dicembre 2012

Bibbia di Gutenberg

La Bibbia di Gutenberg o «bibbia a quarantadue linee» (B42) è il primo libro stampato in Europa con l'aiuto dei caratteri mobili. Nel 2001 è stata inserita dall'UNESCO nell'elenco delle Memorie del mondo.

Realizzata a Magonza tra il 1452 e il 1455 sotto la responsabilità di Johannes Gutenberg e dei suoi soci, Johann Fust e Peter Schöffer, la Bibbia di Gutenberg si compone di due volumi in folio di 322 e 319 fogli.
Riproduce il testo della Vulgata, la bibbia latina tradotta da san Gerolamo nel V secolo: l'Antico Testamento occupa il primo volume e una parte del secondo, che contiene anche tutto il Nuovo Testamento.
Una parte degli esemplari fu stampata su pergamena, un'altra su carta di canapa, importata dall'Italia.

Venduta per sottoscrizione, questa bibbia latina fu originariamente acquistata da istituzioni religiose, essenzialmente monasteri.
Su una tiratura di circa 180 esemplari, 48 si sono conservati fino al 2009, e alcune pagine sciolte si trovano in alcune biblioteche, come quella del museo Correr di Venezia o la biblioteca municipale di Colmar.
La maggioranza degli esemplari si trova in Germania.
In Francia, la Bibliothèque Nationale de France ne possiede tre copie su pergamena, e la Bibliothèque Mazarine una copia su carta.
In Svizzera, la fondazione Martin Bodmer espone permanentemente il suo esemplare vicino a Ginevra.

La Bibbia di Gutenberg è uno dei libri più costosi al mondo: il valore di un esemplare completo si aggira sui 10 milioni di dollari.

Genesi

Bereshit aleph, il primo capitolo della Genesi, scritto su un uovo.

Il Libro della Genesi (ebraico בראשית bereshìt, "in principio", dall'incipit; greco Γένεσις ghènesis, "nascita", "creazione", "origine"; latino Genesis; arabo ﺟﺍﻧﺰﻱ gānazī), comunemente citato come Genesi (femminile), è il primo libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana.

È scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte . Nei primi 11 dei suoi 50 capitoli descrive la cosiddetta "preistoria biblica" (creazione, peccato originale, diluvio universale), e nei rimanenti la storia dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele e di Giuseppe, le cui vite si collocano nel vicino oriente (soprattutto Palestina) del II millennio a.C. (la datazione dei patriarchi, tradizionale ma ipotetica, è attorno al 1800-1700 a.C.).

Antico Testamento

Genesis, "Firth of Fifth"

"Firth of Fifth" è un brano dei Genesis, il terzo dell'album "Selling England by the Pound" del 1973.
Si tratta, a parere di molti, di una delle loro migliori composizioni, nonché di una delle più complesse e articolate nella melodia.


Il titolo della canzone è pressoché intraducibile, poiché si tratta di un gioco di parole, "Firth of Forth" è infatti la denominazione con cui viene comunemente indicato l'estuario del fiume scozzese Forth. L'assonanza tra "Forth" (il nome del fiume) e "fourth" (in inglese: "quarto") diedero origine al titolo sostituendo "fourth" con "fifth" (in inglese: "quinto").

Concepito inizialmente da Tony Banks come pezzo per solo pianoforte, venne in seguito riproposto nella sua versione definitiva e pubblicato nel 1973. Il testo venne steso, a partire da un'idea di Peter Gabriel, solo nelle ultime fasi della lavorazione del brano da Mike Rutherford e dallo stesso Banks.
In "Firth of Fifth" sono notevoli l'introduzione, per pianoforte, molto complessa per armonia, ritmo e melodia, e il lungo intermezzo strumentale, composto da tre assolo; il primo, eseguito da Gabriel al flauto, poi un assolo di Banks che riprende l'introduzione pianistica iniziale, introdotto da un fraseggio di pianoforte, ed infine quello di Steve Hackett in cui la chitarra è impiegata in uno degli assoli più celebri della musica degli anni settanta.
La sezione strumentale di pianoforte è composta da battute in 13/16 e 15/16 alternate ad altre in 2/4.
Nei concerti dal vivo il brano veniva spesso eseguito senza l'introduzione (come si può ascoltare in "Seconds Out"), in quanto Tony Banks pensava che il pianoforte elettrico che usava sul palco non rendesse giustizia al brano, in quanto mancante di dinamica.